mercoledì 2 maggio 2012

Il cardine

C'è un momento nella vita di ognuno in cui la vita si ferma. I nostri ricordi si fermano a quel punto. Tutto è registrato nella mente sotto quella luce, ogni cosa ha il profumo di quell'istante. E' come se le tue giornate si attaccassero a quei giorni, come la vinavil sulle mani all'asilo. Ed è strano perchè, a posteriori, non ti sembra che quel periodo rappresenti chissà cosa per te e il tuo divenire. Eppure tutto è come fermo lì, in una polaroid, ormai anche un po' sbiadita. Ancora più strano è che ti tocca fermarti a pensarci e ti viene da scriverlo perchè non è così ovvio come può sembrare. E' più una sensazione mentale, uno "state of mind" che non un vero periodo vissuto forse; un'idea romanzata di com'era o come sarebbe dovuto essere, chi lo sa. Forse ce n'è più d'uno in una vita. Io aspetto il mio secondo. Quasi certamente sarà un calco del primo, forse un po' più rifinito.

Un giorno scoprirò dove l'ho letto.

venerdì 3 dicembre 2010

Mario Monicelli si è buttato dalla finestra, a 95 anni. Anch'io vorrei morire ( e vivere,peraltro ) come ha fatto lui.
Vorrei poter arrivare a 95 anni e avere ancora la forza di morire come mi pare e piace. Con dignità. Con un ultimo grande gesto di libertà. Vorrei poter avere la possibilità di scegliere. Posso scegliere casa, lavoro, tonalità del maglione ma non posso scegliere come morire. Vorrei poter avere anch'io quel momento lì, sul filo, consapevole che da un momentoall'altro la mia dignità potrebbe essere sotterrata da paroloni, facce tristi e vita artificiale. Mi riterrei davvero fortunata e penserei a tutti quelli che, potessero, si butterebbero anche dal decimo di piano pur di farla finita con una non-vita che un egoismo assurdo,  o non so che cosa, della gente li costringe a vivere. Vorrei mi fosse concesso quell'ultimo momento di lucidità. E poter andarmene con un sorriso, non con una smorfia.

martedì 19 ottobre 2010

La nascita

Ecco che nasco, in sordina, senza grandi clamori. Il mio corpo prende forma e chissà come si svilupperà. Nasco dopo anni di gestazione, dopo vicissitudini che hanno avuto dell'incredibile, a tratti. Non so chi incontrerò là fuori, forse saranno buoni, forse no. Non mi aspetto nulla, che è l'approccio migliore. So che essere nato è un privilegio. Avrei potuto non nascere mai. Sarebbe bastato poco. E' bastato poco per nascere. So che i luoghi di confine sono fragili, flebili, flessibili e sfumati, che tra l'essere e il non essere basta un battito d'ali. Non so che lingua parlerò. Non so se sarò bello, brutto, intelligente, scemo, spensierato o serioso.
Ma due cose sì, le so: ho gli occhi blu e mi chiamo Dranae.
Molto piacere.


"Mettere al mondo un figlio, perchè? Perchè abbia fame, perchè abbia freddo, perchè venga tradito ed offeso, perchè muoia ammazzato alla guerra o da una malattia? E negano la speranza che la sua fame sia saziata, che il suo freddo sia scaldato, che la fedeltà e il rispetto gli siano amici, che viva a lungo per tentar di cancellare le malattie e la guerra. Forse hanno ragione. Ma il niente è da preferirsi al soffrire? Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente."
 
 Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato.