martedì 19 ottobre 2010

La nascita

Ecco che nasco, in sordina, senza grandi clamori. Il mio corpo prende forma e chissà come si svilupperà. Nasco dopo anni di gestazione, dopo vicissitudini che hanno avuto dell'incredibile, a tratti. Non so chi incontrerò là fuori, forse saranno buoni, forse no. Non mi aspetto nulla, che è l'approccio migliore. So che essere nato è un privilegio. Avrei potuto non nascere mai. Sarebbe bastato poco. E' bastato poco per nascere. So che i luoghi di confine sono fragili, flebili, flessibili e sfumati, che tra l'essere e il non essere basta un battito d'ali. Non so che lingua parlerò. Non so se sarò bello, brutto, intelligente, scemo, spensierato o serioso.
Ma due cose sì, le so: ho gli occhi blu e mi chiamo Dranae.
Molto piacere.


"Mettere al mondo un figlio, perchè? Perchè abbia fame, perchè abbia freddo, perchè venga tradito ed offeso, perchè muoia ammazzato alla guerra o da una malattia? E negano la speranza che la sua fame sia saziata, che il suo freddo sia scaldato, che la fedeltà e il rispetto gli siano amici, che viva a lungo per tentar di cancellare le malattie e la guerra. Forse hanno ragione. Ma il niente è da preferirsi al soffrire? Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente."
 
 Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato.